Quanto dura il raffreddore e quando è il caso di preoccuparsi?

È normale che il raffreddore duri più di 15 giorni? Ecco alcuni accorgimenti per capire se il naso chiuso e che cola si sta protraendo per troppo tempo

Ogni anno adulti e bambini vengono colpiti dal raffreddore anche più volte, soprattutto in inverno. Si tratta di un disturbo non grave, ma che si può prendere facilmente, perché molto contagioso. Sebbene si risolva da solo il più delle volte, in tanti si chiedono quanto duri un raffreddore normale, soprattutto perché i sintomi possono infastidire parecchio e influenzare le normali attività quotidiane.

Innanzitutto, che cos’è il raffreddore?

Il raffreddore è un’infezione delle prime vie aeree, che colpisce in particolare il naso. Questo organo è fondamentale perché consente la respirazione, da qui passa l’aria destinata ai nostri polmoni e qui vengono bloccati le impurità e i germi, grazie al lavoro di ciglia e muco, che fanno da veri e propri filtri. Il naso è quindi il primo ostacolo che gli agenti esterni incontrano e, tra questi, ci sono i virus.

A causare il raffreddore, infatti, sono questi microrganismi, che trovano nelle narici un ambiente ideale per riprodursi. In particolare, a causare questo disturbo sono centinaia di virus diversi, appartenenti a famiglie diverse: tra i principali colpevoli ci sono i rhinovirus, insieme agli adenovirus e ai coronavirus. Il nostro corpo, per combatterli, mette in atto una serie di azioni che sono tipiche della risposta infiammatoria e che danno i sintomi classici del raffreddore.

Raffreddore: come si trasmette?

Abbiamo visto che a farci ammalare di raffreddore non è il freddo, come spesso si pensa, ma sono i virus. Solitamente i virus del raffreddore si trasmettono per via aerea e per contatto: stare vicino a una persona già infetta ci mette a rischio di contrarlo attraverso le goccioline che questa emette con tosse e starnuti, così come toccare superfici contaminate e portarsi poi le mani al volto è un modo per essere contagiati, perché il virus riesce a sopravvivere per qualche tempo anche sugli oggetti.

Come sapere quando il raffreddore è contagioso? Le persone che hanno il raffreddore hanno più probabilità di contagiare gli altri i primi 3 giorni da quando sono cominciati i sintomi ben noti.

Raffreddore: i sintomi

Tra i sintomi del raffreddore più comuni troviamo:

  • congestione nasale (sensazione di naso chiuso)

  • rinorrea (naso che cola)

  • muco in quantità eccessiva

  • starnuti

A dare la sensazione di naso chiuso è l’infiammazione, che gonfia le mucose, il tessuto che riveste il naso e che aumenta la presenza di muco, che può accumularsi impedendo di respirare bene. Questo è uno dei motivi che impediscono di dormire con il raffreddore serenamente e che ci spinge a soffiarci di continuo il naso, che cola e cerca di liberarsi attraverso gli starnuti.

In certi casi, il raffreddore dà sintomi aggiuntivi, come:

  • mal di gola

  • tosse

  • lacrimazione

  • lieve febbre

Anche il mal di gola e la tosse sono legati al raffreddore; quest’ultima in particolare compare solitamente come sintomo lieve, anche se si può protrarre di più rispetto ad altri sintomi. A contribuire a questi fastidi, c’è sempre il naso chiuso: chi ha il raffreddore tende a respirare attraverso la bocca, ma da qui transita aria non filtrata che arriva nelle vie aeree purtroppo accompagnata dai patogeni come i virus o i batteri.

Per fortuna la febbre che compare in caso di raffreddore è di regola bassa e non sempre si presenta. Quando diventa più alta e non scende, si deve pensare a qualche complicazione, per esempio, che si è aggiunta un’infezione batterica.

Quanti giorni dura il raffreddore?

Il raffreddore dura dai 4 ai 10 giorni, con alcuni sintomi (come la tosse) che possono protrarsi anche per un paio settimane. Il raffreddore comune è una patologia non grave, che se contenuta e non trascurata, si risolve in poco tempo, senza l’ausilio di particolari farmaci.

Per il fatto che a causarlo sono centinaia di virus diversi, il raffreddore si può prendere più volte durante l’anno e questo accade specialmente per i bambini, per i quali, complice un sistema immunitario ancora immaturo, il raffreddore dura qualche giorno in più.

Cosa succede se ci sembra di avere un raffreddore che non passa? Il nostro corpo, in condizioni di buona salute, sa combattere questo disturbo e il raffreddore dura al massimo una decina di giorni. Se i sintomi si protraggono bisogna prendere in considerazione il fatto che si possa trattare di un’altra patologia, tra le più comuni la sinusite o la rinite allergica.

Sinusite: i sintomi per riconoscerla

Il naso che cola da due settimane sembra non dare tregua e, per di più, l’accumulo di muco dà un’insopportabile congestione nasale: potrebbe essere sinusite. Questa infiammazione colpisce i seni paranasali, delle cavità che si trovano intorno al naso, dove la mucosa si gonfia e preme sulle pareti. Le cause più comuni sono proprio un raffreddore mal curato e la rinite allergica, insieme a problemi ai denti o particolari conformazioni del naso.

Tra i sintomi della sinusite più caratteristici c’è il dolore, che può aiutare a identificarla. Questo colpisce in prossimità dei seni paranasali interessati dall’infiammazione, quindi intorno agli occhi o sulla fronte, con un insistente mal di testa.

E se fosse allergia?

Un raffreddore che dura un po’ troppo e che si fa più acuto in certi contesti: e se fosse rinite allergica? Ci sono delle indicazioni che aiutano a capire se è allergia o raffreddore. La causa è diversa, la rinite allergica è infatti una risposta anomala dell’organismo a una sostanza che di per sé non è pericolosa, come polline, polvere, muffa. Ecco che quindi, se vediamo comparire starnuti, naso chiuso e che cola in presenza di particolari elementi, è più probabile che si tratti di rinite allergica. Attenzione va fatta anche al prurito, sintomo comune in questo disturbo che colpisce il palato, le narici, ma anche gli occhi.

Come far passare il raffreddore

Sebbene il decorso di questo malanno sia breve, è normale desiderare di voler curare il raffreddore velocemente. In realtà, non c’è una cura specifica per il raffreddore, ma si possono limitare le complicazioni, come la sinusite, l’otite o la bronchite, con alcuni accorgimenti.

Che si voglia optare per i rimedi naturali per il raffreddore o che si preferisca scegliere qualche supporto in forma di medicinale, c’è una soluzione per tutti. I principali sistemi che alleviano i sintomi del raffreddore mirano a liberare il naso dal muco in eccesso, a ridurre così la congestione nasale e a impedire che il ristagno dia spazio alla proliferazione di indesiderati batteri.

I lavaggi nasali sono un rimedio per il raffreddore molto usato e utile, sia per i bambini che per gli adulti. Si spinge con decisione una certa quantità di liquido nelle narici affinché il muco si fluidifichi e scenda verso l’esterno. Si può adoperare della semplice acqua fisiologica, ma anche un decongestionante nasale arricchito di sostanze emollienti e idratanti oppure una soluzione ipertonica, la cui concentrazione superiore di sale richiama la parte acquosa del muco.

Docce nasali, aerosol e suffumigi vengono impiegati per lo stesso fine: umidificare le vie aeree e contribuire alla fluidificazione del muco. Talvolta sono sufficienti rimedi naturali come gli oli essenziali disciolti in acqua calda, altre volte occorrono medicinali che aiutano a liberare il naso. L’importante è non esagerare con i decongestionanti medicinali, da usare solo per periodi brevi, perché il loro abuso fa sì che il nostro corpo risponda addirittura con un peggioramento dei sintomi.

Il raffreddore dura pochi giorni, perciò, per quanto possibile, è bene concedersi anche del riposo durante il decorso di questo malanno, per far sì che le nostre difese si dedichino meglio alla guarigione.

 

Fonti:

Amico Pediatra, Perché il mio bambino ha sempre il raffreddore

Humanitas, Raffreddore e allergia, come distinguerli?, Sinusite, riconoscere quel mal di testa che viene dal naso

ISSalute, Rinite allergica

Matteo Trimarchi, Sintomi della sinusite

MSD Manuals, Raffreddore comune

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