Il raffreddore nei bambini: i rimedi e la prevenzione per i più piccoli

I bambini prendono il raffreddore più spesso degli adulti e i sintomi possono essere diversi e maggiori. Quali sono i principali rimedi e come prevenirlo?

Che cos’è il raffreddore?

Davanti a questa domanda subito visualizziamo un naso arrossato, che cola, accompagnato da qualche fastidioso starnuto, cioè i principali sintomi di questo malanno molto frequente. Cos’è, però, il raffreddore? Si tratta di un’infezione della mucosa nasale, il tessuto che riveste l’interno del nostro naso: a causarla è un virus, anzi, tanti virus (più di 200) che appartengono principalmente al genere dei rhinovirus, per questo si parla di infezione virale.

Il nostro naso funge da filtro per l’aria che è destinata ai polmoni, dove deve arrivare il più possibile priva di impurità e particelle nocive. Per questo motivo, nel naso, al contatto con il virus si sviluppa una risposta infiammatoria che genera i tipicisintomi del raffreddore, che hanno l’obiettivo di combattere la presenza del virus stesso.

Solitamente il raffreddore non desta troppe preoccupazioni, poiché si risolve in poco tempo, ma quando lo prende un bambino i dubbi e i timori sono tanti.

Raffreddore: bambini e adulti, quali differenze?

Il raffreddore nei bambini è molto più ricorrente che negli adulti a causa del loro sistema immunitario ancora immaturo. Rispetto agli adulti, che prendono il raffreddore 3 o 4 volte all’anno, i bambini possono avere il raffreddore più volte, fino a 10 all’anno. Tuttavia, con il passare del tempo, le loro difese saranno sempre più allenate a fronteggiare il raffreddore.

Sempre per lo stesso motivo, il raffreddore nei bambini dura più giorni rispetto a quello dei più grandi e i sintomi sono di più e talvolta più fastidiosi. Anche le complicazioni possono essere maggiori, per questo è importante imparare a conoscerne la caratteristiche.

Come si prende il raffreddore?

La trasmissione del raffreddoreavviene per contatto diretto con un’altra persona infetta oppure attraverso oggetti contaminati. Il virus viaggia attraverso le gocce di saliva emesse con starnuti o tosse, quindi è facile che il contagio avvenga stando vicini a qualcuno già ammalato. Può accadere anche che si tocchino oggetti contaminati e poi si portino involontariamente le mani alla bocca o al naso, da dove poi il virus si diffonde.

I bambini prendono più spesso il raffreddoreanche perché frequentano ambienti come l’asilo o la scuola, dove il contatto con i coetanei è più facile. I più piccoli, poi, difficilmente sono abituati a starnutire e tossire in un fazzoletto oppure a lavarsi le mani con frequenza ed è anche più naturale che si tocchino spesso il viso o che portino alla bocca le mani o i giocattoli. Contrariamente a quanto si pensi, quindi, non è il freddo a causare il raffreddore, anche se le basse temperature possono far diminuire la capacità delle nostre vie aeree di difendersi da sole da virus e batteri.

I sintomi del raffreddore nei bambini

I disturbi causati dal raffreddore nei bambini sono maggiori che negli adulti e si protraggono più a lungo, a causa del loro sistema immunitario ancora immaturo.

Questi i principali sintomi che compaiono nei bambini in caso di raffreddore:

  • naso chiuso (congestione nasale)

  • naso che cola (rinorrea)

  • febbre

  • mal di gola

  • tosse

  • starnuti

  • mal di testa

  • stanchezza e mancanza di appetito

Il naso chiuso è uno dei sintomi caratteristici del raffreddore nei bambini ed è causato da un accumulo di muco in eccesso, che spesso porta anche il naso a colare: questo fastidio dura solitamente una settimana. Respirando a bocca aperta, l’aria entra nell’organismo non filtrata, per questo l’infiammazione può spostarsi facilmente nelle medie e basse vie aeree. Infatti, non è raro che compaiano mal di gola e conseguente tosse, che può protrarsi fino a due settimane. Bisogna fare attenzione, specialmente nei bambini più piccoli, all’andamento della tosse, che nel tempo dovrebbe migliorare: se ciò non dovesse accadere, meglio consultare il pediatra.

Nei bambini il raffreddore può dare origine anche a febbre, che in circa 3 giorni scompare. Se invece persiste, è probabile che la presenza del virus abbia dato spazio anche a un’infezione batterica (come l’otite) e potrebbe quindi essere necessaria una cura diversa. Allo stesso modo, se si manifesta dopo diversi giorni dalla comparsa del raffreddore oppure è una febbre particolarmente alta o improvvisa, potrebbe trattarsi di sinusite o di influenza.

Raffreddore nei bambini: rimedi

Solitamente il raffreddore si risolve in una settimana, ma nel bambino è bene tenere sotto controllo i sintomi per evitare complicazioni. Più che come curare il raffreddore dei bambini, possiamo dire quindi che esistono vari rimedi per alleviare i maggiori fastidi, a partire da quello del naso chiuso.

I lavaggi nasali sono molto importanti, perché aiutano a tenere il naso libero ed evitare che il muco si accumuli; il suo ristagno, infatti, potrebbe creare l’ambiente ideale per la crescita di batteri. Nei lattanti, inoltre, è importante che il nasino sia libero perché, non riuscendo a respirare dalla bocca, l’ostruzione nasale potrebbe impedire la suzione durante l’allattamento: è bene pulire il naso, quindi, in particolare prima di dar loro da mangiare, ma anche prima che si addormentino. Per i lavaggi nasali può essere sufficiente un decongestionante nasale per bambini a base di soluzione fisiologica, che riesce a eliminare il muco in eccesso e a impedire che i batteri proliferino. Considerando che  i più piccoli non riescono ancora a soffiare bene il naso, al lavaggio nasale va fatta seguire l’aspirazione del muco, perché altrimenti può spostarsi anche più in profondità.

Altra accortezza è quella di mantenere le vie aeree umide, facendo bere molto il bambino e utilizzando anche un umidificatore nella stanza dove trascorre più tempo. In questo modo si reintegrano i liquidi persi (specialmente se il piccolo ha la febbre), si contribuisce alla fluidificazione del muco e si riduce l’irritazione di naso e gola, che può essere particolarmente fastidiosa se l’aria è secca.

In caso di febbre alta, potrebbe essere necessario ricorrere a un farmaco per farla scendere, come il paracetamolo. La somministrazione degli antibiotici, invece, non è utile se si tratta di semplice raffreddore e potrebbe addirittura essere dannosa. Ad ogni modo, prima di dare qualsiasi medicinale al bambino, è bene consultare prima il proprio pediatra.

Tra i rimedi per il raffreddore nei bambini, infine, rientra sicuramente anche il riposo, un valido metodo per non affaticare il sistema immunitario e permettere all’organismo di guarire senza complicazioni.

Come prevenire il raffreddore nei bambini

Come per gli adulti, il raffreddore si può prendere da una persona già infetta, quindi la prima regola è cercare di tenere il bambino per quanto possibile lontano da chi manifesta già i sintomi, perché potrebbe trasmetterglielo con tosse e starnuti. Questa precauzione è importante soprattutto nel caso in cui il bambino sia un neonato, con il quale andrebbero evitati anche luoghi affollati e chiusi, come centri commerciali o mezzi di trasporto.

Lavarsi le mani spesso, infine, è una buona abitudine che andrebbe insegnata anche ai più piccoli. Nel frattempo, sono gli adulti a doverli proteggere, lavandosi loro spesso le mani, prima di toccarli o dar loro da mangiare.

 

Fonti

Amico Pediatra

Amico Pediatra2

SIP

MayoClinic

MayoClinic2

Humanitas

Ospedale Bambino Gesù

Pediatra Cantoni

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