Il raffreddore nei neonati: cosa fare e quando preoccuparsi

Anche i bambini più piccoli possono prendere il raffreddore. Sebbene sia un disturbo non grave, è importante sapere come riconoscerlo e curarlo con attenzione

Cos’è il raffreddore

Il raffreddore nei neonati è un’infiammazione del naso causata da un’infezione virale: quando il tessuto che riveste l'interno del naso, cioè la mucosa nasale, si infiamma tende a gonfiarsi, il muco tende ad accumularsi all'interno delle cavità nasali, il naso è tappato e cola. Si tratta di un disturbo che colpisce ogni anno molte persone, compresi neonati e bambini. Fortunatamente ci sono dei modi per riconoscerlo, così che si possa curare con prontezza ed evitare complicazioni, sgradite specialmente se a prendere il raffreddore sono dei neonati.

Raffreddore nei neonati: quali sono le cause?

Sebbene il freddo abbia un ruolo nel facilitare l’infezione, non sono le temperature basse a fare ammalare i neonati di raffreddore, ma un virus, anzi, centinaia di virus, noti per essere i responsabili del raffreddore comune: tra questi ci sono quelli che appartengono alle famiglie dei rhinovirus, degli adenovirus e dei coronavirus. Quando questi microbi entrano in contatto con l’organismo, il corpo cerca di respingerli, perché li riconosce come nocivi; mette allora in atto delle azioni per allontanarli che danno poi i sintomi che conosciamo.

Com'è che quindi il freddo contribuisce a fare ammalare di raffreddore neonati, bambini e adulti? Le temperature basse riescono a diminuire l’efficacia delle difese naturali delle vie aeree, che trovano più difficoltà a combattere da sole virus e batteri. Il freddo rallenta poi la capacità del naso di filtrare l’aria: solitamente le ciglia che rivestono le sue cellule, muovendosi, spingono verso l’esterno le impurità, ma in questo caso il movimento diventa più lento e, di conseguenza, meno efficace.

Il raffreddore nei bambini (e quindi anche nei neonati), si presenta più spesso rispetto a quello degli adulti. Questo accade perché il loro sistema immunitario è ancora immaturo e deve svilupparsi per diventare in grado di fronteggiare i malanni al meglio. È normale, quindi, vedere un bambino prendere il raffreddore molte volte durante l’anno, in certi casi persino fino a 10 volte, contro le 3 o 4 che sono la media per una persona adulta.

Raffreddore nei neonati: come riconoscerlo

I sintomi del raffreddore nei neonati sono:

  • naso chiuso (congestione nasale)

  • naso che cola (rinorrea)

  • starnuti

Possono inoltre comparire:

  • tosse

  • occhi arrossati

  • febbre

Quando hanno il raffreddore, i neonati hanno il nasino tappato dal muco che si accumula e spesso cola dalle narici. Non mancano anche gli starnuti, mentre la tosse non è comune come i sintomi precedenti. A causa di questi fastidi, il bambino può apparire irritato e piangere frequentemente, così come può avere difficoltà a dormire la notte o a mangiare quando viene allattato.

I sintomi del raffreddore nei neonati sono pressoché quelli che toccano una persona adulta, ma a causa del sistema immunitario in via di sviluppo possono durare più giorni ed essere perciò più fastidiosi. Nei primi tre mesi di vita i bambini riescono a essere più forti grazie agli anticorpi che hanno ricevuto alla nascita dalla mamma, ma successivamente il loro sistema di difesa ha bisogno di tempo per imparare a riconoscere i virus e combatterli.

I bambini sono anche più a rischio di complicazioni, per questo devono ricevere qualche attenzione in più. Tra le problematiche più diffuse ci sono la sinusite e l’otite, due affezioni che interessano i seni paranasali e l’orecchio. In alcuni casi, possono presentarsi invece la bronchiolite o la polmonite, infezioni che vanno a colpire rispettivamente i bronchioli e i polmoni.

Raffreddore nei neonati: quando preoccuparsi

Innanzitutto, se ad aver preso il raffreddore è un bambino molto piccolo, è sempre bene consultare il pediatra, che può capire se il disturbo si stia complicando in qualcosa di più serio. È ancora più raccomandato andare dal medico se il neonato non sembra stare meglio dopo una settimana, se inizia in qualsiasi momento ad avere la tosse o, a maggior ragione, se dà segni di difficoltà a respirare. Stessa indicazione se compare la febbre che sale oltre i 37,5°C o se il bambino dà segnali di aver dolore alle orecchie. Fare attenzione anche al colorito del neonato: un colore bluastro potrebbe significare cattiva ossigenazione ed è bene intervenire.

Cosa fare in caso di raffreddore nei neonati?

Dopo aver sentito il pediatra, si possono mettere in pratica dei rimedi per curare il raffreddore nel neonato. La migliore delle pratiche per portare giovamento ai piccoli raffreddati è quella dei lavaggi nasali, un’abitudine che riduce il rischio di complicazioni e che non costituisce un pericolo.

Ilavaggi nasali nel neonato spesso spaventano i genitori, ma sono innocui e raccomandati anche in tenera età; vanno effettuati con una soluzione fisiologica più volte durante la giornata, in particolare prima di allattare il bambino e prima di metterlo a dormire. Tenere libero il naso dei bambini di pochi mesi è importante, perché hanno un modo di respirare che è chiamato respirazione nasale obbligata, respirano cioè esclusivamente dal naso e non dalla bocca, cosa che si complica notevolmente se le narici sono ostruite dal muco.

Anche l’aria della stanza dove riposano e stanno durante il giorno dovrebbe essere mantenuta umida, per lo stesso principio di liberare le vie aeree. Si può fare con un umidificatore oppure, più semplicemente, mettendo dell’acqua vicino a un termosifone acceso. Il bambino, infine, deve essere sempre idratato (specialmente in caso di febbre), perché il naso e la gola non si secchino e non ne aumenti l’irritazione.

Non dare alcun farmaco al neonato a meno che non sia stato espressamente segnalato dal medico: niente spray, supposte o sciroppi se non c’è una chiara indicazione. Gli antibiotici, in più, non avrebbero alcun effetto sul raffreddore, perché pensati per curare un’infezione di tipo batterico, diversa dunque da questa patologia.

Come prevenire il raffreddore nei neonati

Nonostante la non gravità di un disturbo come il raffreddore, è sempre meglio evitare che i bambini appena nati lo contraggano. Per prevenire il raffreddore nei neonati si possono quindi prendere degli accorgimenti.

Il virus del raffreddore si trasmette per mezzo di goccioline emesse da un soggetto ammalato e può sopravvivere per del tempo sulle superfici, come i giocattoli. È bene quindi evitare che una persona con il raffreddore venga in visita a casa per qualche giorno e che abbia contatti con il bambino. Quando ad avere il raffreddore è invece qualcuno che si prende cura del neonato, questi può ridurre le possibilità di contagio lavandosi bene e spesso le mani, specialmente quando gli dà da mangiare. Con bimbi molto piccoli, infine, è opportuno non recarsi in luoghi chiusi e affollati, come centri commerciali o mezzi di trasporto.

 

Fonti:

Amico Pediatra, Perché è importante la pulizia del nasino, Perché il mio bambino ha sempre il raffreddore

Fondazione Veronesi, I lavaggi nasali non hanno controindicazioni

MyPersonalTrainer, Il raffreddore nei neonati

Ospedale Bambino Gesù, Il raffreddore

Sapere Salute, Il raffreddore nel neonato

SIP, Le 10 cose da sapere sul raffreddore nel bambino

Articoli della stessa categoria

Raffreddore sintomi, cause e rimedi
Il raffreddore: cause, sintomi e rimedi di un diffuso male di stagione