La presenza di sinusite nel neonato è rara: ecco il perché

Per la conformazione anatomica, nei più piccoli la sinusite è rara o dà sintomi diversi, ma si può riconoscere

La sinusite è un’infiammazione dolorosa dei seni paranasali, cavità che circondano le ossa del naso. Molto comune negli adulti, specialmente in seguito a un raffreddore, abbastanza diffusa tra i bambini, ma rara nei neonati. 

Cos’è la sinusite

Per sinusite si intende l’infiammazione dei seni paranasali, cavità intorno alle ossa del naso in cui, in condizioni normali, fluisce l’aria che respiriamo. In alcuni casi, può accadere che questo spazio diminuisca e che il muco, che di solito fluisce verso l’esterno, si accumuli creando fastidiosi sintomi. Tra le cause più diffuse della sinusite c’è il raffreddore, una patologia di origine virale che infiamma la mucosa nasale, il tessuto che lo costituisce internamente. Insieme a questo malanno stagionale, c’è la rinite allergica, che si presenta con sintomi e conseguenze piuttosto simili: l’infiammazione fa aumentare la secrezioni di liquidi, irrita la mucosa, ma soprattutto la gonfia, cosa che riduce lo spazio all’interno dei seni paranasali. Accade lo stesso se il naso ha delle anomalie come i polipi o il setto deviato, ma possono essere coinvolti anche i seni che si trovano sopra l’arcata dentaria, per questo mal di denti e sinusite hanno a volte un legame.

Sinusite: i sintomi principali

Contrariamente a quanto si possa pensare, quindi, è possibile avere la sinusite senza raffreddore, ma una rinite allergica trascurata può avere altrettanto spiacevoli conseguenze.

Sebbene con alcune differenze in base ai seni coinvolti, i sintomi della sinusite sono:

  • naso chiuso

  • naso che cola

  • scolo retronasale

  • difficoltà o ridotta capacità di sentire gli odori

  • alitosi

  • stanchezza

  • dolore al volto e ai denti

  • febbre

L’accumulo di muco e la mucosa nasale più gonfia premono sui seni paranasali e causano il dolore che più caratterizza la sinusite e che può coinvolgere la testa, il volto e i denti. Questo perché l’infiammazione può colpire vari seni paranasali: quando si infiammano i seni frontali il dolore sarà sopra agli occhi, se ad infiammarsi sono i seni mascellari si avrà invece dolore sotto agli occhi, mentre l’infiammazione dei seni etmoidali e sfenoidali provocherà dolore a livello del naso.

La sinusite nel neonato e nei bambini

Può accadere che si presenti la sinusite nel neonato e nei bambini, ma con differenze rispetto agli adulti, specialmente per la conformazione anatomica. Le cause sono diverse: la maggior parte delle sinusiti nei bambini originano infatti da un raffreddore, perché le riniti allergiche compaiono solo dopo una certa età, in particolare sopra i 4 anni quelle perenni (ad esempio alla polvere), sopra i 10 quelle stagionali come quelle da pollini.

A fare la differenza tra una sinusite sviluppata da adulti e una sinusite nel neonato o nei bambini è la conformazione anatomica delle ossa del naso e dei seni paranasali. I seni, in particolare, si sviluppano in diversi momenti della vita: lo sfenoidale inizia a svilupparsi addirittura tra i 3 e i 5 anni, il frontale dai 2, il mascellare intorno ai 4 mesi, mentre l'unico che è presente dalla nascita è il seno etmoidale, che però può iniziare a dare problemi dopo i 6 mesi di età; gli altri non prima di 1 anno. È presto spiegato perché la correlazione tra sinusite e mal di testa nei bambini è meno ricorrente: sono infatti i seni frontali quelli che danno cefalea nell’adulto, quando i più piccoli sono invece più interessati da sinusite mascellare o etmoidale.

Proprio quest’ultima è la forma tipica di sinusite nel neonato, che lo porta ad avere il nasino chiuso. Bisogna prestare più attenzione nei lattanti, perché ci possono essere complicazioni nel caso l’infezione si inoltri più in profondità, come nel caso si arrivi a manifestare l’etmoidite acuta, da curare con antibiotici.

Rimedi per il naso chiuso nel neonato

Nei bambini molto piccoli la sinusite si presenta soprattutto con congestione nasale e rinorrea (muco che cola dalle narici) ed è più facile che ci sia un po’ di febbre. Il naso chiuso nei lattanti costituisce un problema da non sottovalutare, perché nei primi mesi di vita il bambino adopera la respirazione obbligata, significa cioè che non è in grado di respirare dalla bocca ma esclusivamente dal naso. Questo comporta che, con l’ostruzione del naso, la respirazione diventa meno agevole e momenti come le poppate possono risultare difficoltosi.

Per migliorare le condizioni e far sì che respiri meglio, si possono praticare dei lavaggi nasali nel neonato. Questi non sono pericolosi, nonostante il timore di alcuni genitori, ma di facile applicazione e soprattutto a base di prodotti naturali. I lavaggi nel neonato si effettuano con della soluzione fisiologica, insufflandone una piccola quantità nelle narici con l'uso di una siringa privata nel suo ago. Spingere il liquido in una narice per volta costringerà il muco a uscire da quella opposta, liberando così il passaggio dell’aria e rendendo più umide le vie aeree. Questa operazione è efficace se viene ripetuta più volte nell'arco della giornata, con particolare attenzione ad alcuni momenti, come prima dell'allattamento per facilitare l'alimentazione o prima di andare a dormire, in quanto da coricato il bambino avrà più problemi a riposare se il nasino è tappato.

I lavaggi nasali si possono fare e sono raccomandati anche in caso di più semplice raffreddore perché scongiurano il ristagno di muco, situazione che dà spazio alla proliferazione dei batteri e che può portare a problematiche più difficili da curare, come l’otite media. I lavaggi aiutano anche a far funzionare meglio le ciglia che rivestono le cellule del naso e che hanno la funzione di spingere verso l’esterno le impurità, oltre a far ridurre in generale il gonfiore e l’irritazione della mucosa nasale.

 

Fonti:

Amico Pediatra, Sinusite

Ospedale Bambino Gesù, Lavaggi nasali

Società Italiana Emergenza Urgenza Pediatrica, Rinosinusite

E. Barbi, G. Longo - Medico e Bambino, ABC La Sinusite

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